La Blue Economy rappresenta un settore strategico per la Liguria, nel quale innovazione tecnologica, sicurezza e sostenibilità sono sempre più decisive per la competitività delle imprese e del territorio.
Dalla logistica portuale alle infrastrutture sottomarine, l’intelligenza artificiale apre nuove possibilità per migliorare processi, capacità previsionali e monitoraggio, ponendo al tempo stesso nuove sfide in termini di competenze, responsabilità e sicurezza.
In questo scenario si inserisce l’incontro di LigurIA, il progetto promosso dal DIH Liguria per favorire un’adozione consapevole e concreta dell’IA. Ad aprire i lavori è stato Alessandro Laghezza, Presidente di Confindustria La Spezia, che ha richiamato l’importanza di investire in formazione, competenze e cultura dell’innovazione, coinvolgendo anche le piccole e medie imprese.
A seguire, un’ illustrazione del percorso sviluppato attraverso LigurIA e i suoi tre pilastri: Osservatorio, sensibilizzazione e accompagnamento delle imprese. L’Osservatorio raccoglie oggi 62 soluzioni di IA validate e un catalogo di 30 aziende associate, mentre le attività di sensibilizzazione hanno coinvolto il territorio attraverso sette eventi e due convegni, con 616 presenze e oltre 50 speaker.
A queste attività si affianca il supporto diretto alle aziende nella valutazione della propria maturità digitale. Alle oltre 50 analisi di Data & AI Readiness già realizzate si aggiunge il nuovo Assessment AI, sviluppato con START 4.0, per individuare opportunità, criticità e percorsi di adozione coerenti con le esigenze aziendali. Un approccio che conferma il ruolo del DIH Liguria nell’accompagnare le imprese nella trasformazione digitale, mettendo in connessione competenze, tecnologie e sistema dell’innovazione.
AI Act: compliance e responsabilità legali
Un altro tema centrale ha riguardato le implicazioni dell’AI Act per le imprese che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. Il Regolamento europeo introduce obblighi differenziati in base al livello di rischio dei sistemi e al ruolo dei soggetti coinvolti, con requisiti in materia di trasparenza, gestione dei rischi, documentazione e supervisione umana.
Per le imprese diventa quindi fondamentale comprendere correttamente gli adempimenti applicabili e integrarli nei processi, tenendo conto anche di protezione dei dati personali, riservatezza, cybersecurity e proprietà intellettuale. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’AI literacy, ossia alla capacità delle persone di comprendere potenzialità e limiti dell’IA. La conformità normativa diventa così parte integrante dell’adozione tecnologica e richiede competenze, ruoli chiari e controlli adeguati.
L’IA nei processi aziendali: applicazioni concrete e condizioni per l’adozione
Il confronto tra Renato Dessì, di Contship, e Silvio Bono, di Formula ha mostrato due prospettive complementari: le applicazioni concrete dell’IA nella logistica e nei processi aziendali e le condizioni organizzative necessarie per trasformarne il potenziale in valore.
L’esperienza di Contship ha evidenziato come l’IA possa supportare la previsione dei volumi, la gestione dei piazzali, la programmazione delle operazioni, la pianificazione intermodale, la presa in carico degli ordini e il servizio clienti. I dati presentati mostrano un’elevata accuratezza dei modelli previsionali: 95,4% nella finestra da zero a tre giorni rispetto all’ETA, 92,9% tra quattro e sette giorni, 86,3% tra otto e undici giorni e 81,1% tra undici e diciotto giorni.
Queste capacità consentono di migliorare la pianificazione e l’allocazione delle risorse, senza sostituire il contributo umano. Il modello adottato è infatti quello del Man-in-the-Loop, nel quale la supervisione delle persone resta essenziale per verificare i risultati e assumere le decisioni operative.
Silvio Bono ha invece individuato quattro condizioni fondamentali per valutare la readiness di un’organizzazione: partire da un problema concreto, coinvolgere persone con competenze e responsabilità definite, disporre di dati accessibili e di qualità e costruire una governance attenta a privacy, cybersecurity, rischi e uso responsabile.
In questo contesto si inserisce Formula Agentic Flow, una soluzione progettata per orchestrare agenti di IA, dati e applicazioni aziendali, coordinando workflow e integrazioni tra sistemi. Gli strumenti di monitoraggio e osservabilità permettono di mantenere visibilità sul funzionamento dei processi, sugli accessi ai dati, sulle prestazioni e sui costi.
Le due esperienze convergono quindi su un principio comune: l’IA genera valore quando risponde a esigenze operative reali ed è inserita in processi strutturati, sostenuti da dati affidabili, competenze adeguate e una governance capace di garantire controllo e responsabilità.
«Di chi è la colpa?»: il nodo della responsabilità
Proprio il tema della responsabilità è stato al centro della riflessione di Giacomo Madia, sintetizzata nella domanda: «Di chi è la colpa?». Quando un sistema di IA produce un errore o contribuisce a una decisione sbagliata, non è sufficiente attribuire la responsabilità alla tecnologia. Occorre comprendere chi ha progettato il sistema, chi lo ha scelto, come è stato utilizzato, quali dati sono stati impiegati e quali controlli erano stati predisposti.
Trasparenza, tracciabilità e supervisione umana diventano quindi elementi essenziali, soprattutto nei settori strategici e nelle infrastrutture critiche, dove una decisione errata può generare conseguenze operative, economiche e di sicurezza particolarmente rilevanti.
IA locale, sovranità e infrastrutture critiche: le opportunità dell’underwater
La parte conclusiva dell’incontro ha approfondito il rapporto tra intelligenza artificiale locale, sovranità tecnologica e infrastrutture critiche, con particolare attenzione all’ambiente underwater.
In questi contesti, elaborare i dati vicino al luogo in cui vengono raccolti, attraverso approcci come l’Edge AI, può ridurre la dipendenza dalla connettività remota, aumentare la velocità di risposta e mantenere un maggiore controllo sui dati e sui sistemi.
Queste esigenze sono particolarmente evidenti nell’ambiente sottomarino, dove le comunicazioni sono limitate e il trasferimento continuo di grandi quantità di dati può risultare complesso. L’elaborazione locale consente invece a sensori e dispositivi di analizzare direttamente le informazioni raccolte, individuare anomalie e attivare risposte senza dipendere da un collegamento costante con infrastrutture esterne.
Le applicazioni potenziali riguardano veicoli subacquei autonomi, sistemi di monitoraggio, ispezione e manutenzione delle infrastrutture sommerse, cavi sottomarini, condotte, infrastrutture portuali e osservazione dei fondali.
In un territorio come quello ligure, dove porti, logistica e infrastrutture marittime rappresentano asset strategici, l’integrazione tra intelligenza artificiale, sensoristica e sistemi autonomi può contribuire al monitoraggio, alla prevenzione dei guasti e al rilevamento tempestivo di situazioni anomale.
Dalla logistica portuale alla conformità normativa, dalla responsabilità delle decisioni alle tecnologie underwater, l’incontro ha mostrato come l’intelligenza artificiale possa offrire opportunità significative per la Blue Economy, ma richieda un approccio consapevole e multidisciplinare.
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LigurIA è il progetto promosso dal DIH Liguria con l’obiettivo di monitorare, analizzare e favorire l’adozione dell’IA nelle aziende liguri.



